Categoria: Mercato Finanziario

Fino a qualche anno fa per investire n borsa si dovevano avere ampie conoscenze di finanza e di mercati e inoltre era necessario avere del tempo libero nelle ore del mattino, quando la Borsa Italiana era più attiva. Le contrattazioni nel mercato dei titoli azionari italiani infatti avvengono nel corso della giornata, nella settimana lavorativa.

La sera e nel fine settimana la Borsa è chiusa, cosa che impedisce a molte persone, occupate in un impiego a tempo pieno, di seguire con attenzione gli avvenimenti di questo mercato. Oggi però sono molte le banche e i siti che permettono di contrattare i titoli anche dallo smartphone, potendo decidere di piazzare un’’offerta di acquisto o una proposta di vendita anche a Borsa chiusa. Il nostro ordine avverrà nel momento in cui il mercato riapre.

Oltre a questo sul mercato si trovano vari titoli che hanno un controvalore economico abbastanza basso, quindi per acquistarli non è necessario avere un capitale imponente. L’unico problema che si prefigura per chi intende investire nella Borsa Mercato consiste nella scelta dei titoli da acquistare.

Come funziona la borsa

investire nella borsa italianaPer guadagnare con i titoli azionari se ne acquista qualcuno, della società che riteniamo più promettente, per poi rivenderli quando il valore è aumentato. Dal guadagno così ottenuto si deve calcolare una percentuale di tasse, pari al 26%, e una certa quota da pagare all’intermediario che ha svolto le operazioni di vendita per noi, in genere un broker o una banca.

Tale quota dipende dal tipo di conto e di contratto che abbiamo stipulato. In alcuni casi si tratta di una cifra fissa, in altri di una percentuale sul controvalore totale dell’ordine. La vendita di un titolo avviene in genere nell’arco di alcune ore, a meno che si decida di vendere quando la Borsa è chiusa. Nel qual caso il nostro rodine avverrà il giorno utile seguente.

In genere è altamente improbabile che un titolo perda completamente il suo valore, è più probabile che i movimenti in discesa siano di qualche punto percentuale al giorno. Questo significa che anche sui titoli in perdita in genere riusciamo a mantenere una certa quota del capitale iniziale.

Che titoli acquistare

La problematica principale per poter guadagnare con i titoli azionari consiste nello scegliere la Società su cui speculare. In genere chi investe con capitali non molto grandi tende a selezionare un ristretto numero di società.

Il criterio di scelta riguarda l’andamento generale dei mercati e, in particolare, quello del comparto di cui fanno parte le società di cui intendiamo acquistare i titoli. Per fare un esempio, fino a qualche anno fa molti italiani investivano ampiamente nei titoli degli Istituti bancari; oggi tale strategia è particolarmente pericolosa, vista la contrazione avvenuta in questo comparto, che è sfociata nel fallimento di alcuni istituti.

Un altro metodo consiste nello studiare una singola società, valutandone la crescita dei dividendi, le politiche espansionistiche, le acquisizioni in corso. Tutti questi elementi possono far presagire un aumento del valore delle quotazioni del titolo, anche se non vi può mai essere la certezza matematica.

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Dopo le turbolenze statunitensi, indotte principalmente dal deterioramento del quadro politico e dal rischio di impeachment, le Borse europee tirano il fiato e riescono a risalire la china chiudendo la settimana con una prestazione positiva.

Milano chiude in rialzo dell’1,26% sostenuta principalmente dalle banche e dal rimbalzo di FCA, dopo il calo della giornata precedente seguito alla possibile causa negli USA per le emissioni (la società ha chiesto alle autorità statunitensi la certificazione delle emissioni diesel sui modelli 2017 finiti sotto osservazione, e che ora sarebbero equipaggiati con dei software più evoluti, di calibrazione delle emissioni).

andamento borse europeePer quanto attiene il resto d’Europa, Londra avanza archiviando le contrattazioni in aumento dello 0,46%, Parigi fa meglio con un + 0,66% mentre Francoforte avanza dello 0,39%.

Bene anche le Borse del nuovo Continente, con il Dow Jones, il Nasdaq e lo S&P in incremento rispetto alla giornata precedente. Sul mercato valutario, invece, il dollaro USA continua a rimanere sotto pressione, in netta flessione rispetto alla moneta unica europea, che ha superato quota 1,118 sul biglietto verde.

Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread chiude in calo a 176 punti, con un rendimento del Btp decennale che si attesta al 2,13%. Spostandoci poi alle materie prime, rileviamo un nuovo rialzo per il petrolio, con gli investitori che guardano con maggiore positività al possibile accordo tra i principali Paesi produttori per l’estensione dell’intesa sui tagli.

Il barile Wti sale a 50,41 dollari al barile con consegna a giugno, mentre il Brent avanza a 53,64 dollari al barile con consegna a luglio. Lieve flessione per l’oro, che con consegna immediata perde quotazione a 1.252 dollari l’oncia.

Chiudendo infine con un piccolo focus sui dati macro, gli ultimi della settimana hanno riguardato i prezzi alla produzione in Germania, che ad aprile hanno evidenziato una crescita dello 0,4% mese su mese, e un rialzo del 3,4% anno su anno.

Risulta essere stabile la prima stima flash della Commissione europea, con il dato di maggio sulla fiducia dei consumatori europei salito di 0,3 punti a -3,3 punti nell’Eurozona e di 0,1 punti a – 3,3 punti nell’UE rispetto al mese di aprile.

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È sicuramente stata una stagione positiva quella che si  è appena  conclusa per Unicredit il cui andamento negli ultimi tre mesi si è concluso con un risultato eccezionale e di gran lunga superiore rispetto a quanto previsto dagli analisti.

Un netto di 907 milioni di euro,che supera la previsione di 612 milioni e che rappresenta un rialzo del 40% rispetto allo scorso anno nello stesso periodo. Conciso ma molto rappresentativo il commento del numero uno della banca di Piazza Gae Aulenti, Jean Pierre Mustier:

Un primo trimestre promettente, con un contributo positivo al gruppo da parte di tutte le principali linee di business. Stiamo già vedendo i primi ma tangibili risultati del nostro piano. Confermiamo anche il nostro obiettivo di un margine di interesse pari a 10,2 miliardi nel 2017 e un CET1 ratio fully loaded superiore al 12 per cento a fine anno.

unicredit trimestre miglioreMa andiamo a vedere nel dettaglio tutti i dati tecnici. I ricavi sono aumentati a 4,8 miliardi di euro nel I trimestre 2017 (+11,7 per cento trim/trim, +3,4 per cento a/a) Il margine di interesse si è stabilizzato a 2,6 miliardi di euro nel I trimestre 2017 (+6,2 per cento trim/trim, -2,5 per cento a/a).

Quelli appena esposti non sono tuttavia gli unici dati positivi perché Unicredit evidenzia anche un miglioramento della qualità dell’attivo: le esposizioni deteriorate lorde del gruppo sono in calo da 56,3 miliardi di euro nell’ultimo trimestre del 2016 a 55,3 miliardi nel primo trimestre del 2017 (-30% annuo).

Si è quindi notevolmente ridotto il profilo di rischio, come riportato nella nota sui conti, dall’11,8% nel quarto trimestre 2016 all’11,4% alla fine di marzo 2017. Le rettifiche sono scese a 670 milioni di euro nel corso del primo trimestre. Le cessioni di esposizioni deteriorate lorde hanno totalizzato 300 milioni circa e ulteriori cessioni sono state completate nel mese di aprile per un controvalore di circa 400 milioni di euro.

Si tratta soltanto della primo pacchetto di grandi novità perché nel prossimo trimestre è assai probabile che si faccia sentire la cessione di un altro portafoglio di leasing da mezzo miliardo. Ma non è tutto perché nel trimestre che si è appena concluso i costi operativi sono scesi del 3% anno su anno a 2,9 miliardi, grazie alle misure del piano Transform 2019.

In particolare, è stato registrato un contenimento dei costi del personale a 1,8 mld. Come noto, le iniziative per il contenimento dei costi del gruppo UniCredit hanno già portato al  36% delle chiusure programmate di filiali e il 32% della riduzione prevista dell’organico entro il 2019.

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Il settore delle opzioni binarie ha conosciuto una rapida diffusione nel corso degli ultimi anni, finendo con l’essere uno dei comparti su cui si sono concentrate le maggiori attenzioni da parte dei trader e, di conseguenza (ma con un po’ di ritardo) anche le attenzioni da parte degli enti di regolamentazione europea.

Cosa ne pensa la Commissione Europea delle opzioni binarie

Ad ogni modo, oggi il quadro sembra essere sufficientemente completo da poter essere affrontato con maggiore consapevolezza e pienezza, partendo da quel che ha affermato la Commissione Europea fin da un parere del 2010, poi rinnovato più volte fino ai tempi più recenti.

legislazione opzioni binarieIn sintesi, ci ricorda anche il sito internet OpzioniBinarie.me, le opzioni binarie sono incluse all’interno della classe degli strumenti finanziari regolati dalla Direttiva 2004/39/CE.

Da quanto sopra ne derivano una serie di conseguenze in capo ai broker. In particolare, l’operatore che esercita nei confronti della propria clientela delle attività di proposizione di servizi di intermediazione e di attività di sottoscrizione di tali prodotti, deve ottenere la stessa licenza richiesta per le società di investimento e rispettare tutte le linee guida della direttiva MiFID, a tutela della clientela.

L’opinione della Commissione Europea in questo comparto è d’altronde piuttosto chiaro, e non riguarda unicamente le opzioni binarie ma, più genericamente, tutti gli strumenti finanziari derivati che siano relativi (ovvero, che utilizzino come sottostanti) materie prime, titoli, valute, tassi di interesse e dividendi.

Ora, considerato che l’opzione binarie è proprio uno strumento derivato tra quelli intercettati dalla norma europea, le società che offrono servizi di investimento e attività relative alle opzioni binarie devono necessariamente possedere l’autorizzazione come società di investimento rientrati sotto l’ombrello della disciplina MiFID.

I vantaggi per i trader

Una simile previsione ha comportato per molti operatori che non si erano ancora allineati alle intuizioni europee la necessità di dover ottenere il riconoscimento in qualità di società di investimento. E, di conseguenza, ha apportato anche qualche gradita novità per tutti i trader che si stanno avvicinando al mondo del trading online e desiderano poter disporre dei migliori termini di rassicurazione su quel che andranno a fare sui mercati finanziari internazionali.

Oggi, infatti, avere a che fare con un broker autorizzato e regolamentato significa poter avere la sicurezza di rapportarsi con un operatore i cui requisiti minimi di solidità e di servizio sono stati sperimentati dalle authority di riferimento (si pensi alla necessità che il broker mantenga separati i fondi propri da quelli dei clienti, con questi ultimi che saranno inoltre versati su conti accesi presso le banche più solvibili del mondo).

Naturalmente, se volete avere il massimo della certezza di avere a che fare con un broker qualificato, non sarà sufficiente limitarsi a comprendere se il broker sia o meno regolamentato. Vi consigliamo sempre di andare un po’ oltre, comprendendo innanzitutto se il broker in grado di fornire alla propria clientela i servizi di assistenza e di supporto di cui necessita.

Fatto ciò, procedete altresì con la lettura delle opinioni e dei commenti che trovate online in relazione al broker che avete scelto e, ulteriormente, provvedete ad accendere un conto di trading demo con il quale poter sperimentare positivamente i servizi che vi sono proposti.

L’utilizzo di una piattaforma dimostrativa vi permetterà di poter toccare con mano, e in prima persona, le offerte del broker, senza tuttavia correre i rischi tipici dei conti di trading reali. Tutto il denaro che utilizzerete per le operazioni sul conto demo proviene infatti dal plafond di denaro virtuale che il broker vi metterà a disposizione, consentendovi così un investimento facile, utile, sicuro e divertente!

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Le Borse europee chiudono la settimana spinte al rialzo delle quotazioni del petrolio, con il greggio in grado di condizionare la fase finale delle sessioni finanziarie. Il Wti – indicatore di riferimento per il mercato americano – si porta sopra quota 46 dollari al barile, mentre il Brent – indicatore di riferimento per il mercato europeo – è risalito sopra 49 dollari al barile.

Così come il greggio ha dapprima conosciuto una fase decrescente e poi un corposo rimbalzo, anche i listini europei sembrano fare lo stesso. Milano riesce a rafforzarsi chiudendo in positivo per + 1,48%, Londra guadagna lo 0,68%, Parigi sale dell’1,1%, Francoforte aumenta dello 0,55%.

chiusura di settimana spintaPer quanto concerne il mercato italiano, a Piazza Affari forti vendite su Moncler, dopo la pubblicazione dei conti societari, mentre Telecom Italia si colloca tra i migliori, dopo la riconferma di Recchi alla presidenza e di Cattaneo come amministratore delegato. Tra i titoli più in vista anche Intesa Sanpaolo, che ha chiuso il primo trimestre con un utile di 901 milioni di euro.

Per quanto attiene lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi, il differenziale si è contratto a quota 175 punti base, per un livello che è il minimo degli ultimi tre mesi, e per un rendimento del decennale tricolore di 2,18 punti percentuali.

Peraltro, a mercati chiusi è arrivata la notizia della conferma del rating italiano da parte di Standard & Poor’s, che ha ribadito il BBB- al nostro Paese con un outlook stabile. Per l’agenzia di rating la ripresa economica dell’Itali proseguirà, con uno sviluppo del Pil allo 0,9% quest’anno e tra l’1% e l’1,2% per quanto riguarda il periodo 2018 – 2020.

Tornando infine al greggio, dopo la promessa di tagli alla produzione da parte del cartello Opec, determinata per poter riportare in alto i livelli di prezzo del petrolio, le quotazioni del barile sembrano essere tornate al punto di partenza, con i contratti sul Wti che hanno perso più di 10 punti percentuali in una sola settimana.

Le attenzioni sono ora concentrate sul 25 maggio, quando i leader OPEC si riuniranno per poter scegliere un prolungamento di altri sei mesi del taglio all’estrazione, nella speranza che gli Stati Uniti rallentino il ritmo di produzione shale oil.

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Gli investimenti online in Borsa continuano ad attirare una crescente platea di trader. E, ulteriormente, continuano ad attirare un crescente interesse nei confronti dei CFD, i contratti per differenza, strumenti derivati il cui valore riflette quello dell’asset sottostante (azione, indice azionario, ecc.). Ma come funzionano gli investimenti nei CFD? Come poter investire in questi strumenti?

Come funzionano i CFD

investimenti online 2017Il funzionamento dei CFD è apparentemente molto semplice, ma in realtà merita un’attenzione molto più elevata rispetto a quella che si potrebbe cercare di mostrare nei confronti di investimenti sui mercati spot. Si tratta pertanto di una forma di impiego che deve essere attentamente ponderata, e che porta moltissimi trader a domandarsi, in relazione ai propri trade in Borsa Online: come investire?

Abbiamo già ricordato come il funzionamento dei CFD dipenda dall’asset sottostante che il trader ha scelto di individuare per il proprio investimento. Acquistare un CFD sull’azione Alfa significa pertanto legare il proprio investimento al destino dell’azione stessa, in un duplice senso: il trader potrà infatti cercare il profitto sia puntando all’incremento della capitalizzazione di mercato delle azioni utilizzate come asset sottostante, sia puntando al decremento della stessa.

In aggiunta a quanto sopra, un’ulteriore differenza sussiste tra gli investimenti in contratti per differenza e gli investimenti sul mercato spot: la possibilità di utilizzare una leva anche piuttosto spinta, che potenzia i risultati derivanti dal proprio investimeto, pur vicolando una minima parte del proprio capitale. In altri termini, sarà utilizzando una leva di 1:10 sarà possibile, investendo 1, legare i propri profitti e le proprie perdite a un controvalore pari a 10.

In altre parole ancora, gli esiti dei propri investimenti saranno moltiplicati per 10, nel bene e (purtroppo!) nel male: meglio pertanto utilizzare la leva con particolare cautela, poichè se è vero che un bel leverage spinto sarà in grado di massimizzare i profitti, lo stesso avverrà con le perdite.

Cosa serve per poter investire in CFD

Ricordato quanto sopra, compiamo un piccolo passo in avanti cercando di comprendere che cosa occorra per poter investire in contratti per differenza. Anche in questo caso, la risposta è apparentemente piuttosto semplice, visto e considerato che tutto l’occorrente che il trader necessiterà per poter effettuare del trading in CFD è legato alla disponibilità di un conto di trading aperto presso un broker regolamentato, un primo versamento utile per poter alimentare l’account, e una piattaforma di trading che vi permetterà di operare sui mercati, impartendo ordini di acquisto e di vendita.

Naturalmente, quanto sopra è legato alla disponibilità dell’occorrente “tecnico” per poter investire sui contratti per differenza. Ancora più importante sarà tuttavia predisporre l’occorrente “strategico”: un bel piano di strategia che possa permettervi di comprendere in che modo poter entrare sui mercati finanziari attraverso i CFD e attraverso altri strumenti finanziari, nel pieno rispetto del vostro profilo finanziario e delle vostre preferenze di investimento.

Per far ciò, dovete altresì necessariamente considerare il bisogno di compiere un passo indietro piuttosto importante, cercando di acquisire tutte le conoscenze e le competenze formative che vi consentiranno di predisporre il piano di strategia in maniera accurata e accorta, mettendovi così al riparo dai principali pericoli che sussistono nel momento in cui si investe in maniera poco congrua.

Insomma, investire nei contratti per differenza è piuttosto semplice, e questo potrebbe far confondere i trader alle prime armi, facendo ritenere lui che conseguire un profitto sui mercati finanziari mediante tali strumenti derivati sia molto facile. Niente di tutto ciò! Per poter investire sui CFD occorre formazione e pazienza, impegno e dedizione: meglio tenerlo a mente, prima di compiere passi troppo affrettati e avventati…

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