Categoria: Mercato Finanziario

Il benchmark è un elemento realizzato a margine dell’esecuzione di un’analisi finanziaria, in grado di elaborare un indicatore misurabile, utile per confrontare i risultati di uno strumento finanziario (ad esempio, un fondo), al fine di valutarne la competitività, l’efficienza e la produttività in relazione a un termine di paragone che, tradizionalmente, corrisponde a quanto atteso o potenziale.

In altri termini, il benchmark è un parametro di riferimento che, sebbene non sia certamente esclusivo del mondo finanziario, può permettere di valutare le performance di uno strumento finanziario rispetto all’andamento del mercato.

Quali sono gli obiettivi di un benchmark

A dimostrazione di ciò, si tenga conto che l’obiettivo principale di un benchmark è quello di offrire uno strumento utile per poter valutare il rischio tipico del mercato in cui il gestore di un portafoglio (o di altro strumento) desidera investire, e di supportare l’investitore nella valutazione dei risultati ottenuti dal gestore.

cosa è un benchmarkDunque, realizzato con principi che Borsa Italiana definisce di trasparenza, rappresentatività, replicabilità e hedgeability, l’utilizzo più frequente del benchmark è proprio quello di poter permettere una congrua valutazione della gestione di un fondo.

Un obiettivo che è anche un obbligo, considerato che il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria stabilisce per i gestori la necessità di indicare un benchmark per il proprio fondo, con rendicontazione sull’andamento del fondo rispetto al benchmark che deve essere mostrata periodicamente (e almeno su base semestrale) al sottoscrittore.

Insomma, una buona mano d’aiuto per ogni risparmiatore, che potrà scegliere di investire i propri soldi in un determinato fondo (anche) sulla base della valutazione del suo rendimento rispetto al benchmark, o ancora sul rendimento atteso, fermo restando che non potrà certamente essere l’unico elemento di valutazione e che il rendimento passato potrebbe non replicarsi nel prossimo futuro.

Benchmark e fondi

Qualche parola di dettaglio in più è richiesta dal benchmark dei fondi, certamente i più diffusi.

Di fatti, nel caso di fondi comuni di investimento si parla di benchmark portfolio, considerato che si adotta un parametro di riferimento degli investimenti di quel fondo, e non uno standard unico per tutto il mercato: dunque, il gestore potrà ben scegliere come proprio benchmark, un’integrazione tra indici di mercato azionario e obbligazionari.

Un fondo bilanciato che abbia azioni e obbligazioni in egual misura, ad esempio, potrebbe disporre come benchmark di riferimento un indice che sia composto per metà dal Msci World e per l’altra metà da Jp Morgan Global.

Di qui, la complessità derivante dall’analisi corretta del contenuto del fondo, e i suoi riflessi sulla verifica delle performance realizzate. Così come al mondo esistono migliaia di fondi comuni… esistono altresì centinaia di benchmark che possono essere modellati e personalizzati sulla base delle valutazioni del gestore.

Per esempio, un gestore che ha in portafoglio un fondo liquidità potrebbe puntare a un benchmark come il Jp Morgan Euro Cash Index 3 mesi, ma se nel portafoglio c’è anche una quota obbligazionaria potrebbe mischiarlo con il Jp Morgan Global Government Bond. Insomma, date il giusto peso al benchmark!

Oltre a questa mini guida finanziaria, sul sito www.transitionstrading.com, c’è una sezione dedicata proprio alle Guide di Trading, tutte fatte in maniera professionale ma semplici da capire anche per neofiti.

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Investire in Bitcoin, Ethereum, Ripple e Litecoin è ancora un approccio che può rendervi ricchi e veramente liberi dalle catene finanziarie, o oramai il “treno è passato”, e dunque sarebbe opportuno riporre le proprie attenzioni verso altre asset class?

Gli esperti continuano a dividersi e a dibattere, e probabilmente una risposta sufficientemente omogenea non potrà essere tratta in poche righe. Tuttavia, allontanarsi dal mondo delle criptovalute potrebbe essere un errore: vediamo insieme il perché.

Una inversione di tendenza

Iniziamo con il ricordare che, come risulta essere piuttosto evidente osservando l’evoluzione delle criptovalute le quotazioni di Bitcoin e degli altri asset criptovalutari hanno reso molte persone piuttosto facoltose, molto rapidamente e altrettanto sorprendentemente. Spesso, tra l’altro, si tratta di persone con poche conoscenze finanziarie, che hanno acquistato queste criptovalute in anticipo per curiosità, vivendo un percorso di crescita esponenziale davvero senza precedenti.

investire nelle criptovaluteTuttavia, è anche vero che le criptovalute hanno reso molte persone… povere molto rapidamente. Si tratta di coloro che hanno acquistato questi asset vicino ai loro massimi storici, prima che fossero premuti verso il basso in modo piuttosto repentino.

È certo che l’azione sui prezzi nel mercato della crittografia negli ultimi mesi è stata decisa e negativa, – dichiara Jesse Cohen, analista senior di Investing.com. – Tutte le principali monete digitali hanno subito forti cali a due cifre dall’inizio dell’anno e sono tutte scambiate al di sotto delle rispettive medie mobili a 200 giorni, un indicatore che di solito può segnalare ulteriore perdite future.

Nell’ultima settimana, peraltro, Bitcoin ha perso il -13,41%, Ethereum il -15.90%, Ripple il -13.28%, Litecoin il -11,65%, solo per fermarsi alle prime per capitalizzazione. Da inizio anno ad oggi, delle prime 100 criptovalute per importanza di mercato, solamente 12 hanno visto crescere la propria capitalizzazione, mentre 88 hanno fatto i conti con passi indietro più o meno repentini. E per il futuro?

Nuova sostenibilità all’orizzonte

A questo punto, è lecito domandarsi che cosa succederà nel prossimo futuro delle criptovalute. Quel che sembra certo è che la volatilità continuerà a farla da padrona e che, dunque, non è bene stupirsi di eventuali forti oscillazioni al rialzo e al ribasso. D’altronde, la volatilità delle criptovalute è stata anche una delle caratteristiche più “piacevoli” e ricercate dagli speculatori, che hanno visto in questi asset una potenziale preda per i loro fini di impiego di breve o brevissimo termine.

Detto ciò, a nostro giudizio il futuro delle criptovalute sarà probabilmente più roseo delle previsioni nefaste che qualche analista sta formulando. Il mercato sta iniziando ad apprezzare la tecnologia blockchain e a utilizzarla per varie finalità finanziarie (e non solo), mentre sempre più broker e operatori finanziari “tradizionali” includono le criptovalute nei propri prodotti / servizi.

Insomma, uscire dal business criptovalutario è probabilmente sbagliato, così come è sbagliato entrare in esso con troppa enfasi. Meglio dunque investire nell’asset class criptovalutaria con la giusta consapevolezza, inquadrando tale impiego all’interno di una più ampia strategia di impiego, che possa contemplare (eventualmente) anche una categoria di trade così rischiosa e incerta.

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Proprio come puoi coprire la tua scommessa all’ippodromo, puoi proteggere il tuo trading nel mercato Forex.

Cos’è il mercato Forex

Il Forex e il mercato azionario hanno alcune somiglianze, in quanto si tratta di acquistare e vendere per realizzare un profitto, ma ci sono alcune differenze come spiegato da Fibogroup.

  • A differenza del mercato azionario, il Forex ha una liquidità più elevata. Ciò significa che girano molti più soldi.
  • Un’altra differenza fondamentale quando si confronta il Forex con il mercato azionario, è che il Forex non ha luogo dove viene scambiato e non si chiude mai. Il Forex ha comportato il commercio tra banche e broker in tutto il mondo e fornisce accesso ventiquattro ore durante la settimana lavorativa.

coprire posizioni nel tradingPer coloro che non hanno familiarità con il mercato Forex, la parola “copertura” potrebbe non significare assolutamente nulla. Tuttavia, coloro che sono trader regolari, sanno che ci sono molti modi per usare questo termine nel trading. Il più delle volte, quando ascolti questa parola, significa che stai cercando di ridurre il rischio del trade. È qualcosa che tutti quelli che hanno intenzione di investire dovrebbero conoscere. È una tecnica in grado di proteggere i tuoi investimenti in una certa misura.

Mentre la copertura è un termine commerciale popolare, anche se ha un’aria misteriosa. È molto simile a un piano assicurativo. Quando ti proteggi, ti assicuri nel caso si verifichi un evento negativo. Questo non significa che quando si verifica un evento negativo ne uscirai completamente inalterato. Significa solo che se ti copri adeguatamente, non subirai un impatto enorme. Pensala come la tua assicurazione dell’auto. La acquisti in caso si verifichi qualcosa di brutto. Non impedisce che accadano cose brutte, ma se lo succede, sei in grado di recuperare molto meglio rispetto a chi non fosse assicurato.

Chiunque sia coinvolto nel trading può imparare a proteggersi. Dalle grandi società ai piccoli investitori, la copertura è qualcosa che è ampiamente praticato. Il modo in cui ci si copre, implica l’utilizzo di strumenti di mercato per compensare il rischio di eventuali movimenti negativi di prezzo. Il modo più semplice per farlo è proteggere un investimento con un altro investimento. Ad esempio, il modo in cui la maggior parte delle persone si occuperebbe di tutto questo, è di investire in due cose diverse con correlazioni negative.

Questo metodo però, è ancora costoso per alcune persone; tuttavia, la protezione che ottieni dal fare ciò vale la pena farlo. Quando inizi a imparare di più sulla copertura, inizi a capire perché molte persone non sanno esattamente di cosa si tratta. Le tecniche utilizzate per la copertura vengono eseguite utilizzando derivati. Questi sono strumenti complicati di finanza e spesso usati solo da investitori esperti.

Quando decidi di eseguire una copertura, devi ricordare che ha un costo. Dovresti sempre essere sicuro che i benefici che ottieni da una copertura dovrebbero essere più che sufficienti affinché ne valga la pena. Dovresti assicurarti che la spesa sia giustificata. Se non lo è, non dovresti coprirti. L’obiettivo della copertura non è quello di fare soldi. Non otterrai grandi guadagni coprendo te stesso. Devi prendere dei rischi per guadagnare. La copertura è pensata per proteggere le tue perdite. La perdita non può essere evitata, ma la copertura può offrire un po’ di conforto.

Tuttavia, anche se non accade nulla di negativo, dovrai comunque pagare la copertura. A differenza dell’assicurazione, non sei mai ricompensato per la tua copertura. Le cose possono andare male anche con la copertura e potrebbe non proteggerti sempre come pensi. Prova la copertura in un conto demo per vedere come funziona.

Tieni presente che la maggior parte degli investitori non coprono mai i loro trade. Le fluttuazioni a breve termine sono qualcosa di cui la maggior parte degli investitori non si preoccupa. Pertanto, la copertura può essere inutile. Tuttavia, anche se si sceglie di non coprire, conoscere la tecnica è un ottimo modo per capire un po’ di più il mercato. Vedrete grandi aziende e altri grandi trader che la usano e potrebbero essere confusi sul motivo per cui agiscono in questo modo. Quando ne sai di più sulla copertura puoi comprendere appieno le loro strategie.

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Fino a qualche anno fa per investire n borsa si dovevano avere ampie conoscenze di finanza e di mercati e inoltre era necessario avere del tempo libero nelle ore del mattino, quando la Borsa Italiana era più attiva. Le contrattazioni nel mercato dei titoli azionari italiani infatti avvengono nel corso della giornata, nella settimana lavorativa.

La sera e nel fine settimana la Borsa è chiusa, cosa che impedisce a molte persone, occupate in un impiego a tempo pieno, di seguire con attenzione gli avvenimenti di questo mercato. Oggi però sono molte le banche e i siti che permettono di contrattare i titoli anche dallo smartphone, potendo decidere di piazzare un’’offerta di acquisto o una proposta di vendita anche a Borsa chiusa. Il nostro ordine avverrà nel momento in cui il mercato riapre.

Oltre a questo sul mercato si trovano vari titoli che hanno un controvalore economico abbastanza basso, quindi per acquistarli non è necessario avere un capitale imponente. L’unico problema che si prefigura per chi intende investire nella Borsa Mercato consiste nella scelta dei titoli da acquistare.

Come funziona la borsa

investire nella borsa italianaPer guadagnare con i titoli azionari se ne acquista qualcuno, della società che riteniamo più promettente, per poi rivenderli quando il valore è aumentato. Dal guadagno così ottenuto si deve calcolare una percentuale di tasse, pari al 26%, e una certa quota da pagare all’intermediario che ha svolto le operazioni di vendita per noi, in genere un broker o una banca.

Tale quota dipende dal tipo di conto e di contratto che abbiamo stipulato. In alcuni casi si tratta di una cifra fissa, in altri di una percentuale sul controvalore totale dell’ordine. La vendita di un titolo avviene in genere nell’arco di alcune ore, a meno che si decida di vendere quando la Borsa è chiusa. Nel qual caso il nostro rodine avverrà il giorno utile seguente.

In genere è altamente improbabile che un titolo perda completamente il suo valore, è più probabile che i movimenti in discesa siano di qualche punto percentuale al giorno. Questo significa che anche sui titoli in perdita in genere riusciamo a mantenere una certa quota del capitale iniziale.

Che titoli acquistare

La problematica principale per poter guadagnare con i titoli azionari consiste nello scegliere la Società su cui speculare. In genere chi investe con capitali non molto grandi tende a selezionare un ristretto numero di società.

Il criterio di scelta riguarda l’andamento generale dei mercati e, in particolare, quello del comparto di cui fanno parte le società di cui intendiamo acquistare i titoli. Per fare un esempio, fino a qualche anno fa molti italiani investivano ampiamente nei titoli degli Istituti bancari; oggi tale strategia è particolarmente pericolosa, vista la contrazione avvenuta in questo comparto, che è sfociata nel fallimento di alcuni istituti.

Un altro metodo consiste nello studiare una singola società, valutandone la crescita dei dividendi, le politiche espansionistiche, le acquisizioni in corso. Tutti questi elementi possono far presagire un aumento del valore delle quotazioni del titolo, anche se non vi può mai essere la certezza matematica.

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Dopo le turbolenze statunitensi, indotte principalmente dal deterioramento del quadro politico e dal rischio di impeachment, le Borse europee tirano il fiato e riescono a risalire la china chiudendo la settimana con una prestazione positiva.

Milano chiude in rialzo dell’1,26% sostenuta principalmente dalle banche e dal rimbalzo di FCA, dopo il calo della giornata precedente seguito alla possibile causa negli USA per le emissioni (la società ha chiesto alle autorità statunitensi la certificazione delle emissioni diesel sui modelli 2017 finiti sotto osservazione, e che ora sarebbero equipaggiati con dei software più evoluti, di calibrazione delle emissioni).

andamento borse europeePer quanto attiene il resto d’Europa, Londra avanza archiviando le contrattazioni in aumento dello 0,46%, Parigi fa meglio con un + 0,66% mentre Francoforte avanza dello 0,39%.

Bene anche le Borse del nuovo Continente, con il Dow Jones, il Nasdaq e lo S&P in incremento rispetto alla giornata precedente. Sul mercato valutario, invece, il dollaro USA continua a rimanere sotto pressione, in netta flessione rispetto alla moneta unica europea, che ha superato quota 1,118 sul biglietto verde.

Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread chiude in calo a 176 punti, con un rendimento del Btp decennale che si attesta al 2,13%. Spostandoci poi alle materie prime, rileviamo un nuovo rialzo per il petrolio, con gli investitori che guardano con maggiore positività al possibile accordo tra i principali Paesi produttori per l’estensione dell’intesa sui tagli.

Il barile Wti sale a 50,41 dollari al barile con consegna a giugno, mentre il Brent avanza a 53,64 dollari al barile con consegna a luglio. Lieve flessione per l’oro, che con consegna immediata perde quotazione a 1.252 dollari l’oncia.

Chiudendo infine con un piccolo focus sui dati macro, gli ultimi della settimana hanno riguardato i prezzi alla produzione in Germania, che ad aprile hanno evidenziato una crescita dello 0,4% mese su mese, e un rialzo del 3,4% anno su anno.

Risulta essere stabile la prima stima flash della Commissione europea, con il dato di maggio sulla fiducia dei consumatori europei salito di 0,3 punti a -3,3 punti nell’Eurozona e di 0,1 punti a – 3,3 punti nell’UE rispetto al mese di aprile.

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È sicuramente stata una stagione positiva quella che si  è appena  conclusa per Unicredit il cui andamento negli ultimi tre mesi si è concluso con un risultato eccezionale e di gran lunga superiore rispetto a quanto previsto dagli analisti.

Un netto di 907 milioni di euro,che supera la previsione di 612 milioni e che rappresenta un rialzo del 40% rispetto allo scorso anno nello stesso periodo. Conciso ma molto rappresentativo il commento del numero uno della banca di Piazza Gae Aulenti, Jean Pierre Mustier:

Un primo trimestre promettente, con un contributo positivo al gruppo da parte di tutte le principali linee di business. Stiamo già vedendo i primi ma tangibili risultati del nostro piano. Confermiamo anche il nostro obiettivo di un margine di interesse pari a 10,2 miliardi nel 2017 e un CET1 ratio fully loaded superiore al 12 per cento a fine anno.

unicredit trimestre miglioreMa andiamo a vedere nel dettaglio tutti i dati tecnici. I ricavi sono aumentati a 4,8 miliardi di euro nel I trimestre 2017 (+11,7 per cento trim/trim, +3,4 per cento a/a) Il margine di interesse si è stabilizzato a 2,6 miliardi di euro nel I trimestre 2017 (+6,2 per cento trim/trim, -2,5 per cento a/a).

Quelli appena esposti non sono tuttavia gli unici dati positivi perché Unicredit evidenzia anche un miglioramento della qualità dell’attivo: le esposizioni deteriorate lorde del gruppo sono in calo da 56,3 miliardi di euro nell’ultimo trimestre del 2016 a 55,3 miliardi nel primo trimestre del 2017 (-30% annuo).

Si è quindi notevolmente ridotto il profilo di rischio, come riportato nella nota sui conti, dall’11,8% nel quarto trimestre 2016 all’11,4% alla fine di marzo 2017. Le rettifiche sono scese a 670 milioni di euro nel corso del primo trimestre. Le cessioni di esposizioni deteriorate lorde hanno totalizzato 300 milioni circa e ulteriori cessioni sono state completate nel mese di aprile per un controvalore di circa 400 milioni di euro.

Si tratta soltanto della primo pacchetto di grandi novità perché nel prossimo trimestre è assai probabile che si faccia sentire la cessione di un altro portafoglio di leasing da mezzo miliardo. Ma non è tutto perché nel trimestre che si è appena concluso i costi operativi sono scesi del 3% anno su anno a 2,9 miliardi, grazie alle misure del piano Transform 2019.

In particolare, è stato registrato un contenimento dei costi del personale a 1,8 mld. Come noto, le iniziative per il contenimento dei costi del gruppo UniCredit hanno già portato al  36% delle chiusure programmate di filiali e il 32% della riduzione prevista dell’organico entro il 2019.

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