La legislazione europea sulle opzioni binarie

Il settore delle opzioni binarie ha conosciuto una rapida diffusione nel corso degli ultimi anni, finendo con l’essere uno dei comparti su cui si sono concentrate le maggiori attenzioni da parte dei trader e, di conseguenza (ma con un po’ di ritardo) anche le attenzioni da parte degli enti di regolamentazione europea.

Cosa ne pensa la Commissione Europea delle opzioni binarie

Ad ogni modo, oggi il quadro sembra essere sufficientemente completo da poter essere affrontato con maggiore consapevolezza e pienezza, partendo da quel che ha affermato la Commissione Europea fin da un parere del 2010, poi rinnovato più volte fino ai tempi più recenti.

legislazione opzioni binarieIn sintesi, ci ricorda anche il sito internet OpzioniBinarie.me, le opzioni binarie sono incluse all’interno della classe degli strumenti finanziari regolati dalla Direttiva 2004/39/CE.

Da quanto sopra ne derivano una serie di conseguenze in capo ai broker. In particolare, l’operatore che esercita nei confronti della propria clientela delle attività di proposizione di servizi di intermediazione e di attività di sottoscrizione di tali prodotti, deve ottenere la stessa licenza richiesta per le società di investimento e rispettare tutte le linee guida della direttiva MiFID, a tutela della clientela.

L’opinione della Commissione Europea in questo comparto è d’altronde piuttosto chiaro, e non riguarda unicamente le opzioni binarie ma, più genericamente, tutti gli strumenti finanziari derivati che siano relativi (ovvero, che utilizzino come sottostanti) materie prime, titoli, valute, tassi di interesse e dividendi.

Ora, considerato che l’opzione binarie è proprio uno strumento derivato tra quelli intercettati dalla norma europea, le società che offrono servizi di investimento e attività relative alle opzioni binarie devono necessariamente possedere l’autorizzazione come società di investimento rientrati sotto l’ombrello della disciplina MiFID.

I vantaggi per i trader

Una simile previsione ha comportato per molti operatori che non si erano ancora allineati alle intuizioni europee la necessità di dover ottenere il riconoscimento in qualità di società di investimento. E, di conseguenza, ha apportato anche qualche gradita novità per tutti i trader che si stanno avvicinando al mondo del trading online e desiderano poter disporre dei migliori termini di rassicurazione su quel che andranno a fare sui mercati finanziari internazionali.

Oggi, infatti, avere a che fare con un broker autorizzato e regolamentato significa poter avere la sicurezza di rapportarsi con un operatore i cui requisiti minimi di solidità e di servizio sono stati sperimentati dalle authority di riferimento (si pensi alla necessità che il broker mantenga separati i fondi propri da quelli dei clienti, con questi ultimi che saranno inoltre versati su conti accesi presso le banche più solvibili del mondo).

Naturalmente, se volete avere il massimo della certezza di avere a che fare con un broker qualificato, non sarà sufficiente limitarsi a comprendere se il broker sia o meno regolamentato. Vi consigliamo sempre di andare un po’ oltre, comprendendo innanzitutto se il broker in grado di fornire alla propria clientela i servizi di assistenza e di supporto di cui necessita.

Fatto ciò, procedete altresì con la lettura delle opinioni e dei commenti che trovate online in relazione al broker che avete scelto e, ulteriormente, provvedete ad accendere un conto di trading demo con il quale poter sperimentare positivamente i servizi che vi sono proposti.

L’utilizzo di una piattaforma dimostrativa vi permetterà di poter toccare con mano, e in prima persona, le offerte del broker, senza tuttavia correre i rischi tipici dei conti di trading reali. Tutto il denaro che utilizzerete per le operazioni sul conto demo proviene infatti dal plafond di denaro virtuale che il broker vi metterà a disposizione, consentendovi così un investimento facile, utile, sicuro e divertente!

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