La ripresa delle Borse europee sorprende gli analisti

Giorni movimentati per le maggiori Borse europee e mondiali, con segnali di ripresa che sorprendono non poco gli analisti, ma anche con molte tensioni dovute all’incertezza del secondo turno delle presidenziali francesi e ai prossimi scossoni politici in arrivo.

Andando più nel dettaglio possiamo notare che, mentre Piazza Affari continua a dominare la scena come migliore listino dell’ultima settimana, anche le altre Borse si sono comportate assai bene, con Londra che aggiunge lo 0,19%, Francoforte al +0,96% e Parigi al +1,35%.

borse europeeIl tutto mentre Wall Street vira decisamente in negativo: agli ottimi risultati fatti registrare dalle Borse europee nell’ultima settimana, il Dow Jones ha risposto con 19 punti, lo 0,09%, a quota 20.939. L’S&P 500 cede 0,28 punti, lo 0,01%, a quota 2.388.

Per quanto riguarda invece la moneta unica, l’euro che si attesta sopra quota 1,09 dollari. La valuta dell’Unione viene scambiata a 1,0942 dollari e a 123,34 yen. In lieve calo invece lo spread che termina a 186 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,25%.

Quella appena trascorsa è stata inoltre una settimana ricca di dati sul fronte dell’agenda macroeconomica. L’indice Pmi composito dell’Italia sale ai massimi da quasi 10 anni, da luglio del 2007. Ad aprile l’indice che monitora l’attività dei settori manifatturiero e dei servizi è salito a 56,8 punti da 54,2 di marzo. Il dato – rilevato da Markit Adaci Economics – è superiore alle attese di un rialzo a 54,6.

Nell’eurozona l’indice Pmi servizi si è attestato ad aprile a 56,4 punti, in progresso dai 56 del mese precedente. La lettura finale è migliore rispetto ai 56,2 punti della lettura preliminare. Mentre in Germania lo stesso dato è in calo ad aprile a 55,4 punti, rispetto ai 56,7 del mese precedente.

La lettura finale è comunque migliore rispetto ai 54,7 punti della lettura preliminare. Si riduce leggermente la bilancia commerciale statunitense, che a marzo ha segnato un deficit di 43,7 miliardi di dollari (-43,8 miliardi a febbraio). Gli analisti avevano stimato un incremento del disavanzo a 44,9 miliardi.

In calo il prezzo del petrolio, tornato a scendere ieri dopo i dati della produzione Usa che continua ad aumentare. I contratti sul greggio Wti con scadenza a giugno sono scesi sotto 47 dollari. Anche il Brent scivola per la prima volta da novembre sotto la soglia dei 50 dollari. In calo anche l’oro. Dopo la netta flessione di ieri il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1230 dollari l’oncia.

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