Recovery Fund, il 30% sarà raccolto con green bond

L’UE sfrutterà i mercati in un modo che non ha precedenti durante il 2021, e il 30% dei fondi dovrebbe essere raccolto attraverso green bond. Così si è espressa la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un discorso che è già diventato – a suo modo – “storico” per la vita dell’UE.

I 27 membri ‘UE hanno concordato a luglio di prendere in prestito 750 miliardi di euro dai mercati a partire dal 2021. L’idea è di utilizzare questi fondi per investire in diversi settori in tutta l’UE e quindi aiutarli a riprendersi dalla crisi del coronavirus.

andamento borse europee

Siamo leader mondiali nella finanza verde e il più grande emittente di green bond al mondo“, ha dichiarato von der Leyen ai legislatori a Bruxelles. “E oggi posso annunciare che fisseremo un obiettivo del 30% dei 750 miliardi di euro di NextGenerationEU da raccogliere proprio mediante green bond“, ha detto.

Ricordiamo che i green bond sono uno strumento finanziario destinato, in particolare, a raccogliere fondi per progetti legati al cambiamento climatico o all’ambiente. Temi evidentemente molto caldi, che l’Unione Europea si candida a cavalcare attraverso queste emissioni programmate di titoli di debito.

Non tutti sembrano però essere d’accordo con questi passi in avanti da parte della von der Leyen. Karel Lannoo, l’amministratore delegato del think tank CEPS di Bruxelles, ha affermato che in realtà questa idea è piuttosto debole, “perché non abbiamo uno standard su ciò che è verde”. Questo significa che alcuni progetti potrebbero essere considerati “verdi”, ma alla fine finiscono per sostenere le ferrovie e le reti energetiche, ha detto.

Von der Leyen ha anche annunciato che l’UE dovrebbe ridurre le sue emissioni di carbonio di “almeno il 55%” entro il 2030, piuttosto che del 40% come previsto in precedenza. “Riconosco che questo aumento dal 40 al 55 è troppo per alcuni, e non abbastanza per altri. Ma la nostra valutazione d’impatto mostra chiaramente che la nostra economia e l’industria possono farcela”, ha detto l’ex ministro della difesa tedesco.

Gli analisti dubitano che l’UE possa raggiungere questo obiettivo. “Non ho sentito molto il presidente della Commissione oggi su questo punto“, ha detto Guntram Wolff, direttore del think tank Bruegel di Bruxelles, che ha spiegato come le industrie che potrebbero più facilmente passare a un percorso più sostenibile lo hanno già fatto, ma la “parte difficile” arriva ora chiedendo ai settori dei trasporti, dell’industria e delle compagnie aeree di ridurre le loro emissioni.

In tutti questi settori la tecnologia comincia a esserci, ma non è ancora pienamente competitiva. Se si vuole renderla competitiva, si devono pagare molto pesantemente le emissioni e questo sarà un freno alla crescita economica – ha detto Wolff.

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