Fatturazione elettronica, tempo di bilanci

Il primo gennaio 2019 è stata la data in cui, ufficialmente, la fatturazione elettronica è divenuta un obbligo anche per il settore B2B. Infatti, se in un primo momento era interessata la sola Pubblica Amministrazione, dal 2018 le cose sono cambiate inserendo nell’obbligatorietà prima alcune categorie professionali, per poi estendersi nel successivo anno al B2B.

Se si guarda ai numeri del 2019, è facile comprendere come il sistema sia stato positivo ed apprezzato. Certo, come ogni novità c’è stata una fase iniziale di comprensione e gestione delle varie procedure che, per molti, è risultata complessa, ma nel corso dei mesi e con una maggiore esperienza degli addetti, il processo di digitalizzazione è continuato nel migliore dei modi.

Infatti, la fatturazione elettronica consente di usufruire di vantaggi indiscutibili in termini di organizzazione e gestione, in un’ottica anche di ottimizzazione del lavoro interno, sia per ciò che concerne il mero invio o ricezione delle fatture, che per quanto riguarda la possibilità di aggiungervi altri documenti come DDT, bolle d’ordine, offerte commerciali, ecc. Inoltre, più rapidità e semplicità ha acquisito anche il processo relativo ai pagamenti.

Rispetto al passato, la modalità di gestione e compilazione dei documenti fiscali è leggermente cambiata, non più complessa, ma solo diversa.

Infatti, oltre all’utilizzo di un software specifico, che permette di generare la fattura in formato XML, occorre aggiungere un codice destinatario che varia a seconda del ricevente. A descrivere in maniera molto precisa la nuova modalità di  compilazione della fattura elettronica è la guida di Fatture in Cloud, che spiega passo passo tutte le novità del caso e quali sono i campi da compilare e come farlo in maniera corretta, evitando che la fattura venga rifiutata dal sistema.

Proprio in relazione alle fatture scartate dal Sistema di Interscambio fiscale, torniamo a parlare di numeri. Infatti, su ben 2 miliardi e 20 milioni di fatture, solo il 2.42% è stato scartato dal sistema per motivi di varia natura, indice che precisa la positività e la buona riuscita del processo di digitalizzazione anche nel comparto privato. Di fatto, poco meno di 2 miliardi sono state le fatture accettate dal sistema, delle quali il 54% interessa lo scambio di documenti fiscali fra aziende, il 44% fra clienti privati ed aziende e solo il 2% fra enti governativi ed aziende.

Si evince un bilancio assolutamente positivo, dunque, che fa ben sperare per un’accelerata decisiva sulla digitalizzazione dell’interno Paese, puntando non solo ad uno snellimento delle procedure classiche nell’ambiente fiscale, ma anche a contrastare in maniera determinante il fenomeno dei pagamenti in nero e dell’evasione fiscale, puntando a tracciare ogni azione fiscale e commerciale. Inoltre, cosa significativa, si riduce l’impatto ambientale: meno carta e meno inchiostro sprecati.

numeri fatturazione elettronica 2019

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