Mercato valutario: le ultime novità sul cross euro/dollaro

Giornate davvero intense per le maggiori Borse mondiali, soprattutto per quanto riguarda l’andamento delle valute e il mercato del Forex, continuamente influenzato dalle ultime novità dello scacchiere politico e dalle recenti manovre macro economiche.

Andando più nel particolare possiamo notare come il cross dell’euro/dollaro si sia mantenuto giusto al di sopra di quota 1,09, punteggio che ha interessato non poco gli analisti, che hanno immediatamente individuato le ragioni di un simili cross.

Se il biglietto verde statunitense ha infatti approfittato dei toni fiduciosi sulle prospettive per l’economia Usa con cui nei giorni scorsi si è chiuso il Fomc (Federal open market committee) – durante il quale si sono rafforzate le attese per un nuovo rialzo dei tassi entro giugno – la valuta unica dell’Unione europea ha invece trovato sostegno nel successo di Emmanuel Macron su Marine Le Pen durante lo scontro televisivo andato in onda proprio la stessa sera della chiusura del convegno, scontro a cui sono seguiti sondaggi nettamente favorevoli per il candidato di centro alle presidenziali francesi.

mercato valutarioLa vittoria del moderato Macron, a differenza di quella del fronte euroscettico, ha difatti ringalluzzito la moneta unica, che ha così potuto reggere il confronto con la valuta d’Oltreoceano.

È stata positiva per l’euro anche la lettura finale degli indici Pmi servizi e compositi di aprile a livello di zona euro, a riprova di un momento particolarmente favorevole della valuta. Molto più vulnerabili invece le monete più direttamente legate alle quotazioni delle materie prime come il dollaro australiano, a dispetto del generalizzato clima “risk on” e sulla scia della netta correzione dei minerali ferrosi, che riflette i timori sullo scenario mondiale per la crescita cinese.

Nel settore delle commodities c’è qualcosa che non va, ed è così da almeno un paio di settimane” ha recentemente osservato Richard Benson di Millennium Global. “Il dollaro è solido dopo la Fed ma al momento l’euro non può scendere” ha infine aggiunto.

Confermando inoltre il costo del denaro sul livello attuale, così come già ampiamente previsto, la Federal Reserve ha ridimensionato il timore di un rallentamento della crescita, parlando in questo modo della dinamica positiva dei consumi privati e degli investimenti da parte delle imprese.

Secondo l’istituto finanziario centrale degli Stati Uniti, l’inflazione si sta infatti avvicinando all’obiettivo. L’andamento dei tassi impliciti continua in questo modo a indicare una chance di poco inferiore al 50% di una nuova stretta monetaria il mese prossimo.

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